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Se vogliamo occuparci seriamente e coerentemente dei problemi degli altri animali, ossia delle varie attività umane che ne fanno oggetto di sfruttamento e di morte, dobbiamo partire da un piano puramente etico e scevro da qualunque connotazione specista. Solo su tale base, potremo permetterci di affrontare quegli stessi problemi anche dal punto di vista legislativo, scientifico, religioso e perfino umanitario.
E´ vero che é difficile, se non impossibile, parlare di etica universale ed antispecista, comunemente condivisa, ma spesso le risposte piú sensate ai nostri dubbi e le indicazioni più valide per il nostro cammino di vita le abbiamo sotto gli occhi. Solo ci rifiutiamo di accettarle e di metterle in pratica, perché sono scomode, perché implicano rinunce, perché incrinano certezze o, meglio, pseudo-certezze, perché mettono in discussione il nostro stile di vita, perché sono un freno al nostro egoismo.
Cosí facciamo finta di non sapere e voltiamo la faccia di fronte alla realtá per codardia, per paura di vedere, riflessa negli occhi di un animale che muore, la nostra immagine"

 

Chi siamo :

Il nostro gruppo (al momento formato da 5 persone) si è costituito a seguito di esperienze personali, varie, e deludenti, con alcune associazioni. Come molti, abbiamo individuato i limiti e i retroscena poco piacevoli di chi "deve" curare un marchio, di chi "deve" preoccuparsi dell'immagine pubblica e di chi si ritrova a "dover" competere con la "concorrenza". Tutte questioni che inevitabilmente allontanano dai motivi più che nobili che hanno portato alla nascita di queste associazioni.
Il nostro intento è quello di appoggiare il più possibile le varie campagne animaliste in atto e di fornire informazioni (tramite banchetti, volantinaggi e il sito) a chiunque voglia avvicinarsi ad uno stile di vita senza crudeltà. Le informazioni che forniamo sono reperite da siti a tema, da articoli e soprattutto da libri, che rimangono sempre la maggiore e più completa fonte di informazione.

Perchè DivietodAccesso

Per divieto d'accesso non intendiamo il semplice cartello che ci indica un limite oltre il quale la nostra presenza fisica non è consentita. Un divieto d'accesso può avere molte forme e diversi toni intimidatori. Fondamentalmente ciò che noi consideriamo divieto d'accesso è tutto ciò che nasconde ciò che non ci è permesso sapere, vedere, conoscere. E' un limite che qualcuno ha imposto alla nostra mente. Un limite che la nostra conoscenza non deve superare. A volte questo limite ci viene imposto dall'esterno, a volte - troppo spesso - è un limite che ci imponiamo noi stessi. Perchè sapere è ciò che ci da la possibilità di scegliere, ma è anche ciò che ci obbliga a scegliere: un dovere che dobbiamo compiere nel rispetto degli altri, oltre che un diritto che ci deve essere riconosciuto. Ci chiamiamo DivietodAccesso perchè questo limite è il motivo stesso per cui esistiamo. Ci chiamiamo DivietodAccesso perchè crediamo nell'utopia di un mondo senza il perverso gioco del silenzio assenso; in cui l'uomo riconquisti il suo senso critico; in cui l'appiattimento morale e culturale vengano sconfitti. Un mondo in cui si guardi con disprezzo alle parole del moderno "filosofo" Don Buro (De Sica): "quant'è bella l'ignoranza, se sta bene de testa, de core e de panza" 

Vogliamo dire che :

E' importante dare il massimo supporto ai gruppi attivi. Questi gruppi solitamente sono formati da poche persone che, tra mille difficoltà, intraprendono campagne che durano anni. La costanza e la determinazione sono requisiti fondamentali per chi si pone certi obiettivi, e i gruppi esistenti hanno dimostrato di averne tanta. Ma quando ciò che si combatte ha il sostegno dell'intera società e la forza delle "conoscenze" e dei soldi, ricevere aiuto non guasta affatto, anzi può essere determinante per il buon esito della campagna.
A volte le persone non partecipano a delle "attività" perché sono sole e non sanno con chi andare.
Noi siamo sempre a disposizione di chiunque voglia aggregarsi, anche solo per una volta.
Contattarci per partecipare a qualche presidio o a qualche manifestazione ecc.. non significa diventare parte attiva del nostro gruppo, non significa dover "ripagare" il passaggio o altro con ulteriori presenze. Per noi significa solo che una persona in più avrà partecipato a qualcosa di importante e avrà dato il suo supporto a qualche iniziativa. Per voi significherà semplicemente aver trovato compagnia per non affrontare da soli una trasferta o una protesta. Quindi, se avete bisogno contattateci! (siamo di Milano e provincia)

Vogliamo ricordare che :

Molte persone dimostrano sensibilità verso gli animali non umani ma, proprio per questa sensibilità che le farebbe stare male, rifiutano di sapere e conoscere le atroci condizioni di vita in cui la nostra società li obbliga, le torture che infligge loro e le ecatombe che giornalmente compie. A queste persone vogliamo dire che, il fatto stesso di ignorare non dà la possibilità di fare delle scelte e si diviene automaticamente complici, colpevolmente inconsapevoli, di quanto succede.
La sensibilità non informata rischia di esaurirsi in sé stessa senza produrre alcuna diminuzione di sofferenza.
Se invece qualcuno sa (o pensa di sapere) e non fa nulla e, contemporaneamente si considera sensibile, dovrebbe rifletterci un po' su. Non fare nulla significa accettare ciò che accade ed essere complice consapevole di quanto succede. La sensibilità informata e tenuta al guinzaglio, ovvero non trasformata in azioni quotidiane ed in lotte, porta solo ad una cosa: delegare ad altri le battaglie. Se la conoscenza di un problema o di un'ingiustizia non è seguita e supportata da adeguate azioni, non serve a nulla. E le azioni possono riguardare sia il singolo individuo nella sua quotidianità che decide di intraprendere un cammino il più possibile coerente con la sua presa di coscienza, sia le lotte comuni volte a coinvolgere altre persone e a contrastare le fonti del problema e dell'ingiustizia.

La nostra posizione :

La nostra posizione è semplice. Consideriamo che ogni forma di vita su questo pianeta sia degna del massimo rispetto e abbia un valore di per se stessa e per la continuità della vita su questo pianeta.
La Vita è un bellissimo miracolo della natura - o divino per chi preferisce - e noi come specie non abbiamo alcun diritto né di darla (se non ai nostri figli, essendo noi i mezzi attraverso i quali questo miracolo si può compiere) né di toglierla.
La specie umana fa parte di un sistema complesso che comprende indifferentemente tutti gli esseri viventi e il loro ambiente. Non siamo gli eletti e nulla "è stato creato" esclusivamente e appositamente per noi.
Per questo siamo contrari a ciò che J. Lovelock correttamente definisce come "l'eresia dell'umanesimo, la dedizione narcisistica agli esclusivi interessi umani".
Per evitare strumentalizzazioni specifichiamo che essere contrari agli "esclusivi interessi umani" non significa essere disinteressati ai "problemi umani". Troppo spesso chi si occupa di animali si sente elencare tutta una serie di problemi che affliggono la nostra specie. Troppo spesso chi ci sottopone questo elenco è proprio chi non fa nulla né per l'uomo né per l'animale. Lottare per il rispetto della Vita in quanto tale significa occuparsi di entrambi, poiché entrambi sono accomunati dalla voglia di vivere e soddisfare le proprie esigenze etologiche ed entrambi sono in grado di provare dolore, angoscia e sofferenza, così come gioia, soddisfazione e appagamento. Il movimento antispecista non può che comportare un auspicabile ingentilimento della società, aggiungendo condanne a crimini che oggi sono istituzionalizzati, così come un tempo erano istituzionalizzati crimini a cui oggi guardiamo con orrore (la schiavitù serva da unico esempio anche se ce ne sarebbe un elenco piuttosto ampio).

Siamo inoltre contrari a :

- qualsiasi forma di specismo, compreso lo "specismo animalista".
Non consideriamo gli animali non umani divisi in classi artificialmente create per le nostre esigenze e preferenze: animali d'affezione, animali d'allevamento, specie da proteggere poiché in via di estinzione, animali infestanti ecc….. Tutti hanno diritto a vivere nel modo più consono alle proprie esigenze etologiche. Tutte le forme viventi sono importanti per la vita sul pianeta, anche quello che a noi, nella nostra infinita ignoranza, pare inutile.

- qualsiasi forma di "amore ossessivo" nei confronti di altre specie.
Spesso chi si dichiara "amante degli animali" è proprio chi meno rispetta le loro natura. Gli animali di compagnia sono sempre più stressati, obesi e depressi. Questo a causa di una vita sempre più "artificiale" causata da un'eccessiva interferenza, da parte nostra, nelle loro abitudini. Un vero e proprio business è nato a causa di questi eccessi. Un business che troppo spesso costa la vita e la sofferenza di altri animali. Ciò che ci auspichiamo è la ricostituzione degli habitat naturali che abbiamo distrutto e, solo quando inevitabile, una condivisione pacifica degli stessi spazi senza interferenze eccessive tra le specie.


Riassumendo :

Benché il nome evochi tutt'altro, DivietodAccesso ha la presunzione di servire come porta d'accesso per chiunque, animalisti e non, voglia avvicinarsi e/o approfondire i temi che riguardano l'uso degli altri animali nella nostra società.
Dopo essersi domandati a cosa serva DivietodAccesso è opportuno chiedersi che uso si voglia farne.
Se è vero che le idee possono essere tutte valide e belle, affinché non rimangano platoniche e vuote testimonianze dell'intelletto e della sensibilità umana, hanno bisogno di materializzarsi in gesti e risultati, anche a costo di mostrare i propri intrinseci limiti di applicabilità o di incontrare ostacoli insormontabili.
L'idea di diminuire il livello di sofferenza globale e di ristabilire il diritto alla Vita non ha limiti intrinseci (le lotte etiche non ne hanno), ma può avere ostacoli insormontabili, sia quando la sofferenza è relativa alla specie dominante, sia (ed ancor più) quando è relativa alle specie considerate inferiori e quindi asservite.
Uno dei più grandi ostacoli alla lotta per la liberazione animale è rappresentato, nonostante ideologicamente goda di un discreto seguito, dall'esiguo numero di chi vi si dedica con cognizione e costanza.
Per questa ragione DivietodAccesso semplicemente invita ad informarsi prima e ad agire, informati, dopo. Invita a vincere la pigrizia e a trovare il tempo per leggere prima e decidere poi, se accettare passivamente la situazione o lottare per tentare di cambiarla.
Sostanzialmente stiamo chiedendo l'impegno di tutti coloro ritengano la vita e la non sofferenza animale degne di essere difese. Attivarsi anche una sola volta è sicuramente molto più utile di rimanere nell'ignavia.

 

DivietodAccesso

 
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