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Il piombo è uno dei quattro metalli più tossici. Causa danni importanti ai reni, al sangue, al sistema riproduttivo e, soprattutto, al sistema nervoso centrale. Il piombo risulta dannoso anche se si è esposti a bassi livelli ma in modo costante nel tempo. Il pericolo aumenta se si parla di bambini o addirittura feti (il piombo riesce a penetrare la placenta) poiché il loro sistema nervoso è ancora in fase di costituzione ed è quindi particolarmente sensibile agli effetti nocivi di questo metallo, che possono provocare danni alla crescita e allo sviluppo neurocognitivo già a concentrazioni inferiori a 10 μg/dL. Proprio per la sua tossicità ci si muove sempre di più, in tutti i settori, verso la sostituzione del piombo con altri materiali (pensiamo ad esempio alla benzina). Laddove non è possibile, si procede con processi di raccolta e riciclaggio, per evitarne la dispersione e l’accumulo nell’ambiente. E’ in questo caso interessante richiamare il DL 397/88, convertito in L 475/88, che stabilisce: “E’ obbligatoria la raccolta e lo smaltimento mediante riciclaggio delle batterie al piombo esauste” e “Chiunque detiene batterie al piombo esauste o rifiuti piombosi è obbligato al loro conferimento al Cobat, o direttamente o mediante consegna a soggetti incaricati dal Consorzio o autorizzati, in base alla normativa vigente, a esercitare le attività di gestione di tali rifiuti”. Le aziende che acquistano batterie al piombo, oltre a dover pagare un contributo (sovraprezzo Cobat) per finanziare il Consorzio, devono provvedere allo stoccaggio delle batterie esauste in appositi contenitori in attesa del ritiro e annotarne i quantitativi su registri vidimati. Una legge seria che prende con serietà un problema serio. C’è solo da sperare che anche i cittadini prendano altrettanto seriamente questo problema evitando di abbandonare nell’ambiente batterie, pile ecc. A questo punto ci si chiede: perché i cacciatori possono impunemente distribuire pallini di piombo sul terreno come fossero preziosi semi dai quali un giorno potrà nascere nuova vita?! La caccia è forse un’attività così fondamentale e con un’utilità sociale tale da poter compensare i danni causati dal rilascio del piombo nell’ambiente? Sono domande più che giustificate vista l’ampiezza del fenomeno. Un interessante lavoro, svolto da Massimo Tettamanti, (laureato in chimica all’Università di Milano. Ha svolto il dottorato di ricerca in chimica ambientale presso L’università di Siena) analizza l’impatto ambientale di un anno di caccia in Italia, utilizzando la metodologia LCA (Life Cycle Assessment), riconosciuta e accettata dalla comunità scientifica internazionale e inserita all’interno di numerose normative. Questa valutazione include l’intero ciclo di vita del processo o attività, comprendendo l’estrazione ed il trattamento delle materie prime, la fabbricazione, il trasporto, la distribuzione, l’uso, il riuso, il riciclo e lo smaltimento finale. “Dalla culla alla tomba”. La scelta delle ipotesi previste dalla LCA è stata effettuata, in questo studio, per cercare di valutare l’impatto ambientale di quella caccia definita “buona” e che ha il minor impatto ambientale possibile ed è effettuata dal cacciatore che è regolarmente registrato, rispetta il calendario venatorio legalizzato, che non va a cacciare ogni volta che può, attento a raccogliere i bossoli, e che è attento a sparare solo a “colpo sicuro”, non più di una volta al giorno e senza indirizzare il colpo verso le zone d’acqua. Un quadretto piuttosto inverosimile ma dal quale, nonostante tutto, si ottiene un impatto finale di: - Approccio Individualistico: 8.14 106 Pt, corrispondente all’impatto dovuto allo smaltimento in discarica di 600.000 tonnellate di rifiuti solidi urbani. - Approccio Gerarchico: 4.17 105 Pt - Approccio Egalitario: 3.52 105 Pt corrispondemte all’impatto dovuto allo smaltimento in discarica di 20.000 tonnellate di rifiuti urbani Come si può notare i risultati variano molto in funzione dell’approccio utilizzato, ma in tutti i casi si tratta di impatti significativi considerando che sono stati calcolati con ipotesi di partenza molto limitate e inverosimili. Qualsiasi modifica peggiorativa delle suddette ipotesi (ad esempio un cacciatore invece che sparare solo una volta al giorno e a colpo sicuro, spara 5 volte e senza andare a segno) aumenta conseguenzialmente e proporzionalmente l’impatto sull’ambiente. A dimostrazione di ciò, lo studio cambia scenario e valuta l’impatto della caccia così come permessa dalla legge, ovvero sfruttando tutte le giornate a disposizione dai cacciatori. Si ottengono valori di impatto ambientale paragonabile allo smaltimento diretto in discarica (vietato per legge) di tutti i rifiuti prodotti in un anno dalla regione Lombardia (regione a maggior carico di rifiuti) e al contemporaneo smaltimento nell’ambiente (vietato per legge) di circa 500.000 batterie d’auto. Questo significa che la legge permette un’attività venatoria che potrebbe creare un impatto ambientale annuale insostenibile. Comunque, anche il caso di minor impatto calcolato, se fosse riferito, ad esempio allo smaltimento dei rifiuti, sia l’opinione pubblica che alcune associazioni ambientaliste a favore della caccia, lo definirebbero non accettabile in rapporto al numero di cacciatori (700.000 circa) e ad un hobby che viene effettuato nel nostro territorio, nei nostri parchi, nei nostri cortili! E’ una assurdità che la legge imponga di raccogliere e smaltire mediante riciclaggio le batterie al piombo esauste e poi ammetta e finanzi la diffusione diretta del piombo nei boschi per opera dei cacciatori. (Su: http://www.cacciailcacciatore.org/download/dossier_impatto_bossoli_sintetico.pdf. trovi la versione completa di questo studio) Ora, è pur vero che non tutti i cacciatori sono così invasi dalla loro passione da andare a caccia in tutte le giornate in cui la legge glielo consente, ma non si può non considerare che esiste anche una caccia “nascosta” che non rientra nelle statistiche: trattasi dei molti bracconieri presenti sul nostro territorio e di alcuni cacciatori “legali” che a volte si improvvisano bracconieri. Lo Stato, nel suo compito di proteggere l’ambiente e il patrimonio faunistico - che ricordiamo è patrimonio non disponibile dello Stato - deve obbligatoriamente tenere conto di questo fenomeno, che nel nostro paese è ben radicato, spesso tollerato in nome delle tradizioni e spesso legato ad attività di criminalità organizzata. Inoltre, dal momento che il piombo sparato dai cacciatori non viene raccolto e riciclato, come invece succede per le batterie d’auto e altri rifiuti piombosi, e dal momento che il piombo non è un materiale biodegradabile, ogni anno si accumulano sul territorio nuove tonnellate di piombo che provvedono ad intossicare costantemente il nostro pianeta, le falde acquifere, i terreni agricoli e gli animali selvatici, entrando anche, in questo modo, inevitabilmente, nella catena alimentare. Gli effetti della tossicità del piombo sono purtroppo documentati dall’alto tasso di mortalità per avvelenamento degli uccelli che frequentano le aree umide. Gli uccelli acquatici assumono i pallini di piombo per ingestione quando si alimentano filtrando il sedimento, oppure per formare il grit , un insieme di sassolini che, ingeriti e trattenuti nello stomaco muscolare – ventriglio - facilitano la triturazione e la digestione del cibo. L’acidità gastrica del ventriglio porta i pallini a subire un rapido processo di erosione e il piombo viene così assorbito dalla mucosa grastrointerica. Cause dei decessi sono : saturnismo, picacismo, occlusione intestinale. Uccelli delle dimensioni di un cigno reale possono morire in 36-72 giorni dopo aver ingerito 10 pallini. Per un’anatra sono sufficienti 4 pallini e 6 giorni. Per comprendere l’entità del fenomeno basti considerare che, dopo il ritrovamento, nel novembre 2007, da parte del Corpo Forestale di decine di carcasse di fenicotteri rosa nella zona lagunare di Rosolina, studi fatti su due carcasse hanno rilevato nello stomaco dei due fenicotteri rispettivamente 17 e 55 pallini da caccia! E' stato evidenziato come in media in Europa dal 9 al 20% delle anatre (a seconda della specie) risultano portatrici di pallini nell'ingluvie. La mortalità a causa dell'intossicazione da piombo sarebbe pari a percentuali comprese dal 2 al 5% della popolazione migratrice autunnale. Passando dalle percentuali ai numeri, negli Stati Uniti è stato calcolato come, prima dei provvedimenti volti a ridurre l'uso del piombo, morivano di saturnismo da 1 a 3,5 milioni di anatre all'anno. In Europa calcoli simili portano a ritenere che oltre mezzo milione di anatre ogni anno muoiono per intossicazione da piombo. (www.tutelafauna.it) Molti altri uccelli acquatici soffrono gli effetti subletali dell’intossicazione da piombo, divenendo di conseguenza vulnerabili alla malattia ed alla predazione. Gli effetti fisiologici avversi includono anemia, paralisi e danneggiamento del sistema nervoso, del fegato e dei reni. La caccia dunque uccide due volte: per colpo diretto e a causa dell’intossicazione derivante dai pallini non andati a segno. COSA SI STA FACENDO
La soluzione più ecologica, su tutti i fronti, è senza dubbio l’abolizione della caccia. Se realmente servono interventi per riequilibrare gli ecosistemi (?), ci sono le Guardie Forestali. Ma al momento pare che le lobby venatorie e le industrie armiere non siano granché d’accordo con questa soluzione, benché lo sia buona parte della popolazione! E la politica, in barba alle sue responsabilità di tutela ambientale e della fauna selvatica, oltre che di tutela della salute e della sicurezza dei cittadini, tenta costantemente di allungare i periodi di caccia (vedi DDL Orsi, vedi emendamento del Senatore Santini, entrambi ancora oggi – 29gennaio 2010 – soggetti a valutazione) Ci si deve quindi accontentare di soluzioni arbitrarie e specifiche. Trattati internazionali vietano l’utilizzo dei pallini al piombo nelle ZPS (Zone di Protezione Speciale) In base alla convenzione AEWA (African-Eurasian Migratory Waterbird Agreement), sottoscritta all'AIA nel 1996, il divieto di uso dei pallini da caccia al piombo nelle zone umide doveva partire dal 2000. La soluzione a questo problema è infatti semplice: basta infatti sostituire i pallini di piombo con pallini di altri metalli come l’acciaio. Questa soluzione è stata adottata da anni da molti paesi quali il Nord America e Nord Europa. Anche alcuni fra i cosiddetti Paesi in via di sviluppo lo hanno già fatto, ma in Italia tutto è stato per anni fermato dalle pressioni del mondo venatorio e dalle industrie armiere. In Italia, infatti, questa convenzione è entrata in vigore solo nel 2006 con la L.6 febbraio 2006 n 66. Nonostante il già forte ritardo dell’emanazione di questa legge, in alcune Provincie non è stata tempestivamente applicata e ha dovuto attendere la stagione venatoria 2008/2009. E non senza lamentele da parte dell’ambiente venatorio. Su un articolo di TutelaFauna - Munizioni al piombo: stop al Governo - si apprende della vergognosa proposta del Ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo che "aveva lo scopo di far slittare il divieto per l'uso dei pallini di piombo a partire dalla stagione venatoria 2009/2010, nelle zone umide classificate come Zone di Protezione Speciale" Su un aricolo di Primapaginamolise.it del 06 ottobre 2009, si legge: "L'assessore Nicola Cavaliere, recependo le istanze delle associazioni venatorie ha proposto all'Assessore all'Ambiente, Sandro Arco, di valutare l'ipotesi di modifica della delibera di Giunta regionale n889 del 29luglio 2008, nella parte in cui sancisce il divieto di caccia all'interno delle Zone di Protezione Speciale." In ottobre 2007, il TAR della Toscana, con decreto cautelare, accolse il ricorso del WWF contro la Provincia di Firenze che, con delibera 259/2007 aveva clamorosamente annullato le norme di salvaguardia della delibera regionale, fra cui il fondamentale divieto dell’utilizzo di pallini di piombo nelle zone umide. Nonostante il trattato internazionale fosse già in vigore da anni, il presidente regionale (Toscana) di Arcicaccia Massimo Logi spiega che «la decisione delle tre Province (Firenze – Pistoia – Grosseto) serve a concedere ai cacciatori un periodo di transizione, per dar loro il tempo di cambiare i fucili e anche di imparare a utilizzare un nuovo mezzo con cui non tutti hanno dimestichezza». Come sempre, quando serve, i cacciatori dimostrano la grande sensibilità ecologica di cui continuamente si vantano! Ma di quanto tempo hanno bisogno? Sette anni non erano sufficienti? Nel frattempo che i poveri cacciatori si “addestravano” nel difficile utilizzo dei loro nuovi giocattoli e le industrie aggiornavano le loro lucrose linee di produzione, quanti uccelli acquatici sono morti di intossicazione da piombo? E quanto piombo si è aggiunto al precedente ad inquinare le zone umide che, ricordiamolo, sono designate come ZPS, vale a dire Zone di Protezione Speciale? La sostituzione dei pallini di piombo con pallini di materiali meno inquinanti e non tossici non è comunque sufficiente. Serve infatti una buona bonifica del territorio poiché il piombo accumulato in tutti questi anni di intensa attività venatoria rimane li per anni. O aspettiamo che siano gli uccelli a bonificare queste zone, continuando ad ingerire questi pallini tossici? Ci si aspetta comunque che i pallini al piombo vengano vietati per uso venatorio non solo nelle zone umide ma su tutto il territorio, poiché, se questo metallo è tossico e inquinante, lo è in qualsiasi terreno venga disseminato. Dal momento che è disponibile una semplice soluzione come la sostituzione del piombo con l’acciaio, sembra assurdo che lo Stato non tuteli l’ambiente e la salute pubblica come invece fa nel caso di tutti gli altri rifiuti piombosi. Questo soprattutto tenendo conto del fatto che la caccia è un’attività esclusivamente ludica e che non può quindi avere più valore della salute pubblica e ambientale! Alcuni cittadini veneti ben informati, già nel 2003 avevano chiesto il divieto dell’uso del piombo nelle cartucce da caccia. La petizione, promossa dalla LAC (Lega Abolizione Caccia) e dal Coordinamento Protezionista Veneto, fu sottoscritta da 72.225 cittadini. Evidentemente questi cittadini non hanno, per la loro Regione, il valore aggiunto dei cacciatori!
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