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LE GALLINE OVAIOLE Il 90% delle galline ovaiole, quelle cioè geneticamente selezionate per la produzione di uova, sono allevate "in batteria" e vivono in spazi terribilmente ristretti, stipate in file di gabbie di metallo disposte su più piani.
 Questi animali non possono far altro che deporre uova e cibarsi di mangime in polvere da trasformare in altre uova. Per tutta la vita non vedono mai la luce del sole, ma vengono esposte costantemente alla luce artificiale, sottratte al riposo biologico che risulterebbe controproducente per l'azienda. Non camminano mai e non possono nemmeno mai distendere le ali. Le sbarre di metallo delle gabbie causano dolorose lesioni alle zampe e agli artigli. A queste galline vengono somministrati farmaci che accorciano la pubertà e allungano il periodo di massima produttività. Queste galline producono un numero di uova assolutamente esagerato per la loro natura. Questo porta dei seri problemi agli organi riproduttivi femminili e una perdita eccessiva di calcio (minerale usato per la formazione del guscio). Questa carenza da calcio, unitamente all'immobilità forzata, provoca il cosiddetto "sfinimento della gallina ovaiola", una forma di osteoporosi molto grave che porta alla paralisi. Vi sono poi le galline allevate "a terra", che non vivono stipate in gabbie ma ammassate al chiuso di grandi capannoni. Si dice "allevate a terra" semplicemente perchè le loro zampe non poggiano su griglie di ferro bensì a terra, che spesso consiste in cemento. Questi capannoni, a causa dell'eccessivo affollamento, non permettono alle galline grandi movimenti e difficilmente, anche qui, riescono ad aprire le ali. Come per le galline in batteria, anche queste galline vivono in ambienti dall'aria irrespirabile a causa dell'ammoniaca che si sviluppa dall'urina e dalle feci. Anche in queste realtà, sono sotoposte ad illuminazione continua in modo da indurre le galline a produrre uova ininterrotamente. Galline un po' più fortunate vengono allevate "all'aperto". Questo non significa comunque che vengano sempre rispettate le esigenze etologiche di questi animali, come quello di formare un nucleo familiare e di covare le uova. Queste galline, nella maggior parte dei casi, vivono in grandi capannoni con uno spazio all'aperto. il numero degli individui che vivono nello stesso perimetro è sempre molto alto per permettere loro di avere spazio sufficiente per soddisfare le necessità più elementari. I casi in cui "allevate all'aperto" corrispende a galline allevate in fattorie, libere di gironzolare, sono veramente rari. Tutte le galline ovaiole hanno in comune la breve vita: vengono macellate appena la produttività diminuisce in quanto, in un'ottica di profitto, nessun allevatore nutre un animale che produce poco. La loro vita, che in natura dura dieci anni, viene drasticamente ridotta a due. LA STRAGE DEI PULCINI MASCHI La catena di produzione delle uova necessita di sempre nuove galline ovaiole e per far nacere le galline ovaiole servono uova fertili. Da queste uova fertili possono nascere pulcini femmina ma anche pulcini maschi. I pulcini maschi delle galline ovaiole, non producendo uova e non essendo adatti alla produzione di carne (la loro carne, considerata di seconda scelta, a volte viene utilizzata per i cibi di animali domestici), sono considerati degli scarti di produzione e, come tali, vengono eliminati gettandoli nei bidoni dell'immondizia dove muoiono soffocati, o vengono tritati vivi per la produzione di fertilizzanti e di farine animali. Poiché il 50% circa delle nascite è costituito da maschi, si può ben immaginare la quantità di pulcini che incontrano un'atroce morte il giorno stesso della loro nascita. LO SBECCAMENTO Ai pulcini femmina che vengono immessi nella catena produttiva, viene tagliato il becco per impedire che da adulte, nelle gabbie sovraffollate, si feriscano tra loro. In quelle condizioni infatti gli animali sviluppano atteggiamenti aggressivi innaturali. Questa operazione viene effettuata due volte nella vita di una gallina. La prima volta il giorno dopo la nascita, successivamente viene ripetutra a circa sette settimane, poichè il becco mutilato a soggetti molto giovani tende a riformarsi. Alcuni allevatori rapportano lo sbeccamento al taglio delle nostre unghie...praticamente indolore. In realtà tra lo strato corneo e l'osso del becco vi è un tessuto particolarmente sensibile, ricco di ricettori e terminazioni nervose. Far passare una lama rovente attraverso questo tessuto, per di più senza anestesia, è un intervento invasivo ed estremamente doloroso. Questa operazione è da considerarsi come una vera e propria mutilazione. Alcuni ricercatori paragonano il dolore cronico che lo sbeccamento procura, al dolore dell'arto fantasma (quello cioè che si continua a sentire dopo un'amputazione nonostante l'arto non ci sia più). Lo sbeccamento lascia inoltre scoperte le terminazioni nervose del becco e questo rende doloroso l'atto stesso di mangiare.  NON MANGIARE UOVA E' POSSIBILE Se proprio non potete fare a meno di consumare uova (e la salute qui non c'entra, dal momento che l'uovo non è un alimento indispensabile ed è anzi un concentrato di colesterolo "cattivo"), cercate almeno un contadino che venda direttamente le uova di galline da lui allevate e assicuratevi che queste vivano in condizioni che permettano loro di raspare e covare le uova. Tenete ben presente che la maggior parte dei cibi confezionati che contengono uova, utilizzano quelle provenienti da allevamenti in batteria, a meno che non sia indicato diversamente in etichetta. La cosa migliore che possiate fare è comunque diminuire o meglio evitare del tutto l'utilizzo di uova nella votra dieta. Le uova sono facilmente sostituibili: per le frittate si può usare con buonissimi esiti la farina di ceci; per i dolci la fecola di patate e altri ingredienti simili; per le impanature potete utilizzare una pastella mista di farina e acqua. Molti dolci possono essere preparati semplicemente eliminando l'uovo (ad esempio la crostata). Il dolore subito da queste galline deve almeno spingervi ad informarvi sulle possibilità di sostituire ed eliminare le uova dalla vostra dieta. Quello che si chiede a voi è uno sforzo minimo in confronto al loro! Vi consigliamo quindi di visitare la sezione ricette del nostro sito o dei molti siti di cucina vegan presenti sul web. |