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(DD) La caccia : introduzione e definizioni Stampa E-mail
Scritto da Divietodaccesso   
sabato 08 dicembre 2007
La caccia, tra sussistenza, arte e svago

Cos'é la caccia?

Dare una definizione di "caccia" non é complesso. E' solo necessario tener conto della finalitá per la quale questa attivitá viene praticata. Finalitá che cambia al cambiare del contesto spazio- temporale. A noi interessa trovare una definizione calzante alla realtá in cui viviamo, che é una realtá che abbraccia alcune centinaia di milioni di persone, tra vecchio e nuovo continente.

Riportiamo alcune definizioni incontrate nel Vocabolario della Lingua Italiana - Zingarelli - ediz. 1996 Zanichelli, che possano guidarci nella nostra analisi:

Ambientalista
"Chi si occupa attivamente della difesa dell'ambiente."

Arte
"Attivitá umana regolata da accorgimenti tecnici e fondata sullo studio e sull'esperienza."
"Attivitá individuale o collettiva, da cui nascono prodotti culturali...ecc."

Caccia
"Arte di catturare o uccidere animali selvatici con trappole e con armi, specialmente con il fucile."
"Cattura ed uccisione della selvaggina nelle condizioni stabilite dalla legge."

Cacciare
"Inseguire per catturare ed uccidere."

Ecologista
"Chi si preoccupa della salvaguardia e della conservazione dell'ambiente naturale."

Falconeria
"Arte usata nel Medioevo, e che ancora oggi sopravvive in alcuni paesi, di cacciare uccelli e quadrupedi con l'ausilio di falchi ammaestrati."

Pesca
"Azione del pescare."

Pescare
"Tendere insidie ai pesci o altri animali acquatici con rete, amo, nassa, fiocina e similari con lo scopo di catturarli."

Sport
"L' insieme delle gare e degli esercizi compiuti individualmente o in gruppo come manifestazione agonistica o per svago o per sviluppare le capacitá motorie."

Tradizione
"Trasmissione nel tempo di notizie, memorie, consuetudini da una generazione all'altra attraverso l'esempio o mediante informazioni, testimonianze e ammaestramenti orali e scritti."


La prima definizione di "arte" ha maglie talmente larghe, che vi si puó far rientrare qualunque attivitá umana e infatti se ne abusa. La seconda é giá piú specifica perché quel "..culturali.." stabilisce un confine che, benché il termine "cultura" spesso venga maltrattato ed utilizzato fuori luogo, le persone con un minimo di buon senso possono riconoscere. In qualunque delle due definizioni di "arte" rientri la caccia, la definizione stessa di "caccia" intesa come "arte" andrebbe per lo meno aggiornata o integrata con altra differente, modellata sulla realtá alla quale apparteniamo.
Se in effetti il fucile é da alcuni secoli lo strumento principe, l'appartenenza alla categoria delle arti sembra impropria, a prescindere da quando e perché la caccia sia entrata a farne parte. La caccia é nata come attivitá di sussistenza, quando l'uomo primitivo abbandonó il regime vegetariano e cominció a nutrirsi anche di animali, che inseguiva ed uccideva con strumenti rudimentali e dei quali utilizzava anche pelli ed ossa per altri scopi. Lo stesso tipo di caccia che tuttora si pratica, con strumenti diversi, in molte zone a basso sviluppo e con poche risorse alimentari. Quindi, se é vero che il significato delle parole si adatta e si trasforma nel tempo con l'evolversi delle civiltá e che, sempre in relazione al tempo ed al luogo, le parole stesse possono assumere nuovi significati, allora dovrebbe venire riconosciuta ed attestata la trasformazione da arte ad attivitá di svago, per lo meno dove ha questa funzione. In alternativa dovrebbe venir attribuito un significato resistente al tempo.
Il cacciatore nostrano é un necrofilo che gode uccidendo per svago. E' importante attestare ció, attaverso una corretta definizione della sua attivitá, che ne descriva il contenuto. Ma definendola "arte", si é ben lungi dall'obbiettivo e dalla realtá.
Non é una questione stilistica, ma di sostanza. E le acrobazie lessicali a riguardo, sono l'emblematica dimostrazione della reverenziale superficialitá attorno all'argomento "caccia" nel nostro paese. Se neppure i custodi della lingua italiana definiscono in maniera consona la caccia, come é possibile farla recepire alla gente per quello che veramente é, affinché si riesca una volta per sempre ad abolirla? Affinché quella schiacciante percentuale di contrari "al telefono" (come da recenti sondaggi regionali e nazionali), si trasformi in una schiacciante percentuale di contrari "alle urne"?

Fortunatamente si incontrano anche definizioni di "caccia" piú consone, resistenti al tempo e non sbilanciate, in vocabolari diversi ed in edizioni piú vecchie:

G. Devoto - G.C. Oli - ediz. 1980 Le Monnier

"La ricerca , uccisione o cattura della selvaggina."

Gianfranco Folena - ediz. 1975 Fratelli Fabbri Editori

"Inseguimento di animali selvatici per prenderli vivi o morti."

Il Grande Dizionario Garzanti ediz. 1994

"Ricerca, uccisione o cattura di animali selvatici da parte dell'uomo o di un altro animale."

Dizionario di Virgilo - "virgilio.parole" (www.sapere.it)

"Ricerca di animali selvatici e di uccelli, fatta con inseguimenti o appostamenti, per ucciderli o catturarli."

Anche senza l'aiuto di un vocabolario, i cacciatori, a metá tra schizofrenia ed ignoranza, tendono a:

- definirsi "sportivi". Per sentirsi piú sani, forti e degni di ammirazione. Un giorno chiederanno, attraverso i loro padrini politici, la possibilitá di cacciare negli stadi con il pubblico: un quagliodromo degno delle loro gesta agonistiche;
- definirsi "ambientalisti ed ecologisti". Perché sono termini di moda, portatori di valori importanti, ma dei quali evidentemente neanche conoscono il significato. Uno striscione, ad una manifestazione contro la caccia, spiegava bene questa conflittualitá: "Il cacciatore ama la natura come il violentatore ama le donne";
- definirsi "perpetuatori" di una tradizione. Come se il termine "tradizione" fosse sinonimo di attivitá etica e quindi degna di essere conservata e tutelata. La creativitá umana, vale la pena sottolinearlo, non sempre é sinonimo di intelligenza ed eticitá, anzi! Nei millenni lo ha dimostrato e segue dimostrandolo, con una certa sadica predilezione per gli altri animali (caccia, sagre, circo, macellazioni rituali, castrazione, corrida, combattimenti, fiere, esposizioni, prodotti alimentari, feste religiose e laiche, ecc.).
- definire la loro passione "arte", ovvero espressione culturale. Incommentabile il maldestro e pietoso tentativo di accostare un'attivitá distruttiva e sfigurante, con attivitá altamente creative. Pennelli, violini, scalpelli, ceselli e penne, dispensatori di colori, suoni, forme e rime, equiparati a fucili, trappole e reti, capaci solo di spargere il rosso vermiglio del sangue, emettere crepitii mortali, scolpire gelidi cadaveri.

In conclusione proponiamo le nostre definizioni, attualizzate ed ispirate alla nostra realtá:

Caccia

"Uccisione di animali per svago."

Cacciatore

"Colui che si diverte uccidendo."

Si potrebbero aggiungere ulteriori dettagli, facendo riferimento al profilo psicologico del cacciatore, facilmente desumibile dalla volontá di infliggere la morte e dalla ricerca di godimento ed approvazione attraverso di essa; dalla pronunciata forma fallica del suo fedele compagno; dalla spiccata attitudine a trasgredire alle leggi impostegli; dalla labile personalitá che lo spinge a reiterati tentativi di trasformismo.

Aiutiamoli a smettere!

Data di inserimento nel sito: 01marzo 2004
Ultimo aggiornamento: 01marzo 2004
Ultimo aggiornamento ( domenica 24 febbraio 2008 )
 
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