|
Pellicce Introduzione L'uomo primitivo utilizzava la pelle degli animali uccisi per ragioni alimentari per coprirsi , così facevano pure i pellerossa. C'era un profondo rispetto per l'animale ucciso e la pelliccia era un'esigenza per la sopravvivenza. Con l'avvento dell'era moderna l'uomo ha compiuto innumerevoli progressi in tutti i campi eppure la pelliccia viene ancora utilizzata. Per alcune donne essa rappresenta ancora uno status simbol da raggiungere per elevarsi nella società , ma vi siete mai chiesti che cosa c'è dietro ad una pelliccia ? Un po' di numeri Nel mondo ogni anno vengono uccisi almeno 35 milioni di animali solo per rubare la loro pelliccia. Esistono principalmente due mezzi per procurarsi la pelliccia : da animali d'allevamento intensivo oppure da animali in natura catturati con le trappole. Nel 1993 oltre 19.526.000 visoni sono stati uccisi per confezionare pellicce. Numero di animali uccisi per confezionare una singola pelliccia : Agnello droadtail 30 - 45 | Lupo 3 - 5 | Agnello Karakul 18 - 26 | Martora 40 - 50 | Bob-cat 15 - 20 | Moffetta 60 - 70 | Castoro 16 - 20 | Nutria 25 - 35 | Cavallino 6 - 8 | Ocelotto 12 - 18 | Cincillà 130 - 200 | Opossum 30 - 45 | Coyote 12 - 16 | Procione 20 - 35 | Criceto 120 - 160 | Puzzola 50 - 70 | Ermellino 180 - 240 | Scoiattolo 120 - 200 | Fishe 18 - 25 | Tasso 10 - 12 | Foca (cucciolo) 5 - 8 | Visone 30 - 50 | Topo muschiato 60 - 110 | Volpe 10 - 20 | Gatto 20 - 30 | Wallaby 20 - 30 | Ghiottone 5 - 7 | Zibellino 50 - 80 | Lontra 10 - 20 | |
Gli allevamenti intensivi
Alla fine dell'800 sono sorti i primi allevamenti intensivi in Canada e negli USA. Si è poi passati velocemente all'ex Unione Sovietica e ai paesi Scandinavi. La vita negli allevamenti intensivi è un inferno : l'animale diviene vittima/carnefice dei suoi stessi simili a causa di fenomeni di cannibalismo determinati dalla situazione innaturale ed estremamente stressante cui sono costretti ;la rete metallica delle gabbie gli lacera le zampe ; viene esposto forzatamente al vento e al gelo per infoltirne il manto. In altri casi l'animale viene tenuto in gabbia isolato ed è vittima della noia e della solitudine. Animali che in natura si muoverebbero per chilometri spesso impazziscono in quei lager. Vengono nutriti con un'alimentazione fatta di scarti ed imbottiti di farmaci per evitare le epidemie frequenti in quelle condizioni. La "vita" di questi animali dura fino al massimo di 7 mesi poi avviene l'uccisione. Ciò che determina la scelta del metodo di uccisione non è la ricerca di un metodo "umanitario" che comporti li minor grado di sofferenza per l'animale, bensì, la necessità (per questioni ovviamente commerciali) di non rovinare o lacerare il manto. I metodi più diffusi sono : rottura delle ossa cervicali, asfissia, corrente elettrica, colpo alla nuca, colpo contundente al muso, iniezioni. I visoni, vengono uccisi per soffocamento in camere a gas con il monossido o il biossido di carbonio; gas che provocano una morte piuttosto lenta e con fitte lancinanti alle vie respiratorie. Per le volpi la tecnica maggiormente praticata è l'elettrocuzione: tramite due elettrodi metallici (dei quali uno inserito nella bocca e l'altro nell'ano ) viene inflitta all'animale una scossa elettrica di circa 200 volt che molto spesso provoca una morte fra atroci sofferenze. Oggi l'80 - 90 % delle pelli proviene dagli allevamenti intensivi. In Italia nel 2000 c'erano 63 allevamenti con una produzione di circa 230 mila animali in prevalenza visoni. Gli animali catturati con le trappole Gli animali selvatici, che vengono utilizzati per questo mercato, a differenza di quelli cresciuti negli allevamenti, hanno la possibilità di vivere liberi fino al momento della cattura. Questa però avviene con metodi drammaticamente atroci, sia sul piano psicologico che sul piano fisico. Le trappole a tagliola sono il principale e più diffuso strumento di cattura di animali selvatici da utilizzare in pellicceria. Ogni anno nel mondo oltre cinque milioni di animali sono vittime di questo incivile strumento. Esse sono costituite da due mascelle di acciaio dotate di un meccanismo a molla attivato dagli animali attraverso una semplice pressione su una piastrina di metallo. Gli animali agonizzano nella trappola per diversi giorni prima di morire e nel tentativo di liberarsi arrivavano a mordersi e ad automutilarsi l'arto intrappolato. Per gli animali ancora in vita all'arrivo del cacciatore, la morte avverrà per soffocamento tramite la pressione di un piede sulla scatola toracica dell'animale. Il folle utilizzo di questo strumento è stato causa dell'estinzione di moltissime specie di animali selvatici. I due terzi degli animali intrappolati non sono utilizzabili per confezionare pellicce sia perché gli animali nel tentativo di liberarsi possono rovinare il loro manto, sia perché molto spesso rimangono intrappolati cani, gatti, uccelli e altre specie non commercialmente utili. E' da evidenziare che queste trappole sono un pericolo anche per la nostra specie. Ci sono stati casi di persone e bambini feriti da queste vere e proprie armi che vengono appositamente ben nascoste (in zone di accesso pubbliche!) e lasciate incustodite per moltissime ore. Queste trappole comportano una strage di animali i cui numeri sono sicuramente superiori ai cinque milioni ogni anno. Solo per dare un esempio, occorrono dai 180 ai 240 ermellini per confezionare una pelliccia, per ottenere 240 pelli vengono catturati più di 700 animali. La sofferenza degli animali è senza paragone: immaginate la vostra mano intrappolata nella portiera di un'auto e che per diversi giorni nessuno venga a liberarvi fino a quando, con la mano schiacciata, morirete di fame o di freddo oppure, per evitare la morte, deciderete di amputarvi la mano con l'unico mezzo a disposizione: a morsi!. Gli animali catturati allo stato selvatico agonizzano per giorni, morendo lentamente di fame e di sete, paralizzati, per assideramento, dolore, sfinimento e sofferenze o per dissanguamento, accelerato dalle lesioni che gli animali si procurano nel tentativo di liberarsi. Un altro metodo di cattura utilizzato per gli animali selvatici é costituito dai lacci: la morte avviene per progressivo strangolamento o soffocamento causato dalla stretta intorno al torace. Più l'animale oppone resistenza e si agita nel disperato tentativo di liberarsi più il cappio mobile aumenta la sua stretta letale. Infine dobbiamo citare un altro sistema per catturare gli animali : viene spalmato del grasso alimentare insieme a colla su una piastrina ancorata al terreno , l'animale selvatico affamato lo leccherà rapidamente e la sua lingua a causa delle basse temperature resterà incollata e nel tentativo di liberarsi resterà ancora più invischiato , così fino ad una morte lenta e dolorosa. Analizziamo ora due casi particolarmente rilevanti Agnello karakul Un capitolo a parte merita la descrizione della pelliccia di agnello karakul, conosciuta come breitschwanz, astrakan o persiano. Essa è ottenuta con un unico sistema: uccidendo e scorticando agnelli che hanno solo alcuni giorni o alcune ore di vita e persino agnelli non ancora nati, strappati letteralmente al grembo della madre. Il vero tributo di morte, è ancora più alto per ogni pelle proveniente da un feto : gli animali che devono morire sono due - la madre e l'agnellino non ancora nato. Ogni anno dai 4 ai 5 milioni di agnelli ,oltre allo stesso numero di madri ,muoiono a causa del mercato delle pellicce. Shatoosh Nelle remote zone dell'Altopiano dell'Asia Centrale, vive l'Antilope Tibetana, chiamata anche chiru. Questo animale viene barbaramente ucciso dai bracconieri interessati al suo preziosissimo sotto-pelo(chiamato"shatoosh") che viene tessuto in lussuosi scialli destinati - nella maggiorparte dei casi - al guardaroba di ricchi occidentali. Tutto ciò ha quasi portato all'estinzione questo animale. Si calcola che, se questo subdolo mercato non cesserà , fra 5 anni questa specie sarà estinta.
Crimini di moda In questi anni il mercato delle pellicce in Occidente , ha subito una frenata rilevante. Tuttavia questo mercato sopravvive grazie a stilisti che ripropongono la pelliccia in modo "alternativo", meno appariscente e quasi sportivo, con il tentativo - a quanto pare ben riuscito - di accaparrarsi un nuovo mercato: quello dei giovani. La si trova nelle più svariate salse: come accessorio o come ornamento per i capi più svariati: dalla biancheria intima ai cappotti ai giubbini di jeans ecc... Recentemente l'ultima nuova frontiera della moda propone capi da uomo ornati di pelliccia. Fra gli stilisti insanguinati citiamo : Fendi , Roberto Cavalli , Santoni , Alden , Diadora , Sabelt , Laura Biagiotti, Dolce &Gabbana ,Arkadius , Iceberg , Mariella Burani , Ferragamo , John Richmond ,Versace , Dsquared, Gianfranco Ferré , Ermanno Scervino. Mentre fra quelli che hanno rinunciato alle pellicce : Todd Oldham, Armani, Missoni , Moschino , Stella McCartney , Calvin Klein (che però non dimostra la stessa sensibilità verso gli animali quando si tratta di vivisezione. CK è boicottata per i test su animali condotti per sperimentare i propri prodotti cosmetici e di profumeria). Il caso delle pellicce di cane e di gatto In questi ultimi anni si è molto parlato in Italia delle pellicce di cane e di gatto, provenienti dalla Cina. Le condizioni di allevamento di questi animali sono le stesse degli animali da pelliccia qui in Occidente. Le varie campagne contro le pellicce di cane e gatto, promosse da varie associazioni hanno portato alla messa al bando dei prodotti contenenti questo tipo di pelle. Queste campagne però, a nostro avviso - per quanto comprendiamo la sensibilità che ha mosso queste associazioni - hanno sortito un effetto negativo sul consumatore: vale a dire la convinzione che esistano animali di cui si può accettare l'utilizzo per il mercato della pellicceria e animali che invece sono esclusivamente da considerarsi d'affezione. E' un pensiero pericolosamente specista che porta a dare un diverso valore ad ogni essere vivente in base al rapporto che questo ha con la specie uomo : cane e gatto hanno per noi un valore sentimentale essendo animali ormai storicamente considerati da compagnia; visone, volpe, coniglio ecc... hanno per noi un valore utilitarista essendo ormai storicamente utilizzati nel campo della moda. Ma la capacità di una volpe di provare dolore e sofferenza non è la stessa di quella di un cane? I capi che ieri portavano ornamenti in pelle di cane e di gatto, oggi portano come ornamento il pelo strappato ad altri animali.(se per esempio leggete lapin su un indumento si tratta di coniglio , fra l'altro oggi molto utilizzato). Per questo motivo crediamo che queste campagne non abbiano in alcun modo aiutato la lotta contro questo inutile e macabro mercato. Alcune informazioni sono state prese dai siti : http://www.unhappyanimal.org http://www.belleinpelliccia.cjb.net/ http://members.xoom.virgilio.it/vegetariani/pelliccia.htm
|