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La medicina tradizionale cinese è tristemente nota per il massiccio impiego di parti organiche prelevate alle più svariate specie animali. Una vittima di questo mercato è l'orso. Delle otto specie di orsi esistenti al mondo, tutti, eccezione fatta per il Panda, sono loro malgrado "implicati" nell'orribile commercio di bile o dell'intera loro cistifellea. Gli orsi sono gli unici mammiferi che producono una grande quantità di bile e questo ha fatto, e fa ancora oggi, la ricchezza di molti imprenditori senza scrupoli. Il più colpito da questa mungitura è l'Orso Nero Asiatico (Ursus Selenarctos), comunemente conosciuto con il nome di Moon Bear per la "luna bianca crescente" disegnata sulla folta pelliccia all'altezza del torace. Il Moon Bear ha visto la sua popolazione decimarsi a causa del sempre crescente commercio di bile, tando da entrare a pieni diritti nell'Appendice I della CITES (l'Appendice I elenca le specie in serio rischio di estinzione). Si stima infatti che ne siano rimasti solo 25.000 esemplari allo stato selvatico! Il liquido di bile delle cistifellee di orso viene utilizzato nella medicina tradizionale cinese da 3000 anni. I paesi utilizzatori sono Cina, Giappone, Corea, Vietnam e altri paesi con una significativa presenza di popolazione asiatica. Le specialità farmaceutiche a base di bile d'orso vengono utilizzati per svariati motivi ma in particolare per rimuovere il calore dal fegato, alleviare spasmi e convulsioni, migliorare la vista, espellere il calore e le tossine dal corpo. I brevetti farmaceutici sono 28, suddivisi in: 15 per oftalmologia, 8 in chirurgia esterna, 4 in medicina interna (malattie vascolari e gastriche) e 1 per il trattamento del cancro. Questi simpaticissimi orsi dalle particolari orecchie tonde, vivono spesso ad elevate altitudini e predilicono le foreste. Amano fare le tane in tronchi cavi e caverne o dormire sugli alberi. In genere vanno in letargo da novembre a marzo/aprile (a seconda della loro locazione). In età adulta sono individui solitari e crepuscolari. il loro territorio arriva a coprire 4-8miglia. Allo stato brado vivono 25-30 anni. Lo svezzamento avviene a 4-6 mesi ma i cuccioli rimangono con la loro mamma fino a due anni di vita. Alcuni orsi sono migratori e amano trascorrere i mesi caldi ad elevate altitudini per poi scendere a valle nei mesi freddi. Vivono in tutto il continente Asiatico dal Pakistan al Giappone.  Incuranti di queste loro abitudini e necessità, gli allevatori che si arricchiscono sulla sofferenza di questi animali, li rinchiudono in gabbie grandi come delle bare per immobilizzarli. Le sbarre di queste piccole gabbie gli schiacciano il petto e il ventre, con la conseguente difficoltà respiratoria che questo causa loro, in modo da comprimere la cistifellea e facilitare la fuoriuscita dei questio "prezioso" liquido organico. Vengono sottoposti a dolorosi trattamenti chirurgici per l'impianto permanente di un catetere d'acciaio nell'addome che serve a far defluire all'esterno la bile. Un altro dei metodi, il più moderno (!), consiste nell'introduzione di un foro permanente, o fistola, nell'addome o nella vescica contenente la bile. Durante la mungitura viene introdotto uno strumento di metallo nel foro, il quale rompe la membrana e permette alla bile di fuoriuscire. Nell’ambiente anti igienico delle fattorie della bile, il foro si infetta molto facilmente causando malattie e spesso la morte dell’orso. Inoltre, il foro fatto nella vescica vede spesso la bile entrare nell’addome, che anche in questo caso può procurare l’agonia e la morte dell’orso per peritonite. Questo metodo è noto come "free dripping" (sgocciolamento libero). Tutti gli interventi effettuati vengono eseguiti senza alcuna igiene e i più fortunati muoiono a causa di infezioni. Purtroppo gli orsi sono esemplari molto resistenti e riescono a sopravvivere in queste condizioni di indicibile sofferenza anche decenni.  Ogni orso "consegna" al suo aguzzino circa 2kg di estratto secco di bile in polvere all'anno. La richiesta locale, prima che iniziasse la produzione su larga scala, era di circa 500kg all'anno. Oggi questa produzione è salita a 4000kg all'anno. Si stima che la produzione sia ormai il doppio della domanda e questo ha fatto in modo che i prodotti a base di bile d'orso conquistassero altri mercati come quello di lozioni, shampo, vino e tè. I medici cinesi oggi concordano che l'acido ursodeoxycholic (UDCA), l'ingrediente attivo della bile d'orso, può essere facilmente sostituito da alternative erboristiche o sintetiche. Questi preparati sarebbero tralaltro meno costosi, più efficaci e più facilmete disponibili, oltre che meno rischiosi per la salute. Jill Robinson ha fondato nel 1993 l'Animals Asia Fondation (www.animalsasia.org) che si dedica a progetti per porre fine a queste fabbriche dell'orrore. Questo ente no-profit è impegnato a far conoscere questa triste realtà in tutto il mondo; organizza presentazioni e relazioni nelle scuole e nelle Università; lavora con i praticanti di medicina tradizionale cinese per trovare sostituti alla bile d'orso, educa migliaia di visitatori che ogni anno entrano nel santuario dove vengono accolti e ricoverati gli orsi prelevati dalle fabbriche, si relaziona con il governo per cercare di bandire il commercio della bile estratta da orsi vivi. . Questa fondazione ha come supporters circa 20 gruppi fondati da studenti universitari (Amici di Animals Asia) che si occupano di portare il messaggio e di raccontare il lavoro svolto per il recupero degli orsi tra la gente meno istruita che vive nelle campagne. L'eminente professore dell'Accademia legale cinese Song Wei, altro supporter di Animals Asia, sta stilando le prime leggi per la salvaguardia e la difesa degli animali ed esercita pressioni in modo che queste vengano approvate. Il lavoro di questa fondazione sta aiutando l'affermarsi anche in Asia, e soprattutto in Cina, di una crescente partecipazione della gente comune, dei media e del governo nel riconoscere agli animali una loro dignità. Il documentario di Animal Planet, intitolato "Il viaggio degli Orsi della Luna verso la libertà", che racconta dell'impegno con cui vengono operati, riabilitati e mantenuti gli orsi prelevati dalle fabbriche, è stato distribuito in tutto il mondo e nella stessa Cina, nel tentativo di insegnare loro un nuovo modo di "vedere" gli animali. Per chi volesse aiutare Animals Asia Foundation, in Italia ci sono tre contatti di persone che supportano il lavoro di questa fondazione: Daniela Bellon (Milano)
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/ Chiara Catapano (Napoli)
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/ Elisa Catarinelli (Umbria)
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329/1925690 N.B: tutte le immagini e le informazioni sono state reperite dal sito www.animalsasia.org
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