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Il secolo biotech di Jeremy Rifkin Stampa E-mail
Scritto da Divietodaccesso   
domenica 16 dicembre 2007

Il secolo biotec

"Il secolo biotech" di Jeremy Rifkin. Il commercio genetico e l'inizio di una nuova era.

Baldini & Castoldi editore 2000

Cosa succede se un computer incontra un gene?
Se l'informazione si allea con l'ingegneria genetica?
Se il codice genetico si affianca al codice binario?
Jeremi Rifkin non ha dubbi: ci aspetta una rivoluzione ancora più intensa e sconvolgente di quella industriale. Il motivo è semplice: computer sempre più veloci e sempre più potenti stanno trasformando le informazioni contenute nei nostri geni nella "materia prima" della nuova economia globale. Il computer, dunque, non è più il gran motore dell'innovazione, ma un fattore, annzi co-fattore all'interno di un cambiamento ancora più grande: il commercio genetico. La manipolazione dei geni ha già provocato rilevanti mutamenti nei diversi campi dell'economia - dal settore agricolo a quello energetico, farmaceutico e medico - ponendo le basi di un "nuovo mondo" bioindustriale. Ma non è che l'inizio, poichè i biologi molecolari stanno mappando e decifrando il corredo genetico di un'ampia gamma di specie viventi, dai batteri all'uomo. Per le aziende biotecnologiche, dunque, i geni rappresentano la nuova corsa all'oro. E non è un caso che governi e multinazionali staino scandagliando i continenti alla ricerca di microrganismi, piante, animali e persino esseri umani con caratteristiche genetiche rare che potrebbero avere un potenziale sviluppo in un mercato genetico prossimo venturo.

Jeremy Rifkin, presidente della Foundation on Economic Trends a Washington, si occupa di studiare come l'innovazione scientifica e tecnologica possa influire sull'economia, sul lavoro, sulla società e sull'ambiente.

Ultimo aggiornamento ( domenica 23 dicembre 2007 )
 
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