FAI LA TUA PARTE COSMETICI - Acquista solo prodotti delle aziende “cruelty free”.
- Informa amici, conoscenti e parenti e dai anche a loro una copia della lista della aziende "cruelty free"
- Non dimenticare di consultare il nostro sito per prendere nota di eventuali variazioni nella lista (sezione “vivere senza crudeltà” - "lista aziende cruelty free")
- E’ inoltre importante far sapere alle aziende perché si è deciso di non acquistare più i loro prodotti, non dimenticando di esortarle ad aderire allo standard “stop ai test su animali”. E’ altresì importante far sapere alle aziende che già aderiscono allo standard che si apprezza la politica da loro intrapresa. È sufficiente inserire il nome dell’azienda in qualsiasi motore di ricerca. Una volta individuato il sito di riferimento, al suo interno troverete facilmente la loro mail o il pulsante “contattaci”. Le aziende pongono grande attenzione alle valutazioni dei consumatori. Non sottovalutate mai questo potere!
- E’ importante chiedere alle istituzioni di mantenere la scadenza dell’entrata in vigore della legge che vieterà i test animali sugli ingredienti dei prodotti cosmetici (2009-2013). Senza la pressione da parte dei cittadini è molto probabile che questa legge venga rimandata nuovamente di altri anni. Anche in questo caso è sufficiente inserire su un qualsiasi motore di ricerca il ministero a cui si vuole scrivere (es www.google.it inserire "ministro dell'ambiente". Entrati nel sito si può trovare il simbolo di una busta. Cliccando quel simbolo si entra in un form per l'invio delle mail al ministro dell'ambiente)
FARMACI Non esiste farmaco, di nessun tipo, per il quale non siano stati eseguiti molteplici test su animali. D’altro canto non ci è sempre possibile farne a meno. Possiamo però: · EVITARNE L’ABUSO: Oggi si assumono farmaci come fossero caramelle perché, in una società frenetica come la nostra, lasciare al corpo il tempo necessario per l’autoguarigione è impensabile e controproducente (il tempo è denaro!). Per questo motivo, un’influenza la si percepisce come un nemico da combattere a suon di vaccini, antibiotici e farmaci di ogni tipo anziché concedersi un salutare e assoluto riposo. La pubblicità non perde l’occasione per elencarci tutta una serie di impegni, piacevoli o meno, che possiamo evitare di perdere prendendo una pillolina miracolosa che, in men che non si dica, ci rimette in sesto. Valutiamo sempre se l’assunzione di un farmaco è veramente necessario e leggiamo sempre le controindicazioni perché, a volte, ciò che stiamo per assumere può causare danni maggiori di quelli che si tenta di curare. · PREVENZIONE: L’unica possibilità che abbiamo per non partecipare alla “medicalizzazione della società” (che inevitabilmente fa crescere il potere delle lobbie del farmaco e il numero degli animali sottoposti a sperimentazione) è quello di adottare stili di vita che permettano al nostro organismo di auto-difendersi dalle malattie. Un corpo sano è indubbiamente meno vulnerabile. La prevenzione attuata attraverso la trofoterapia (terapia con il cibo) è sicuramente una di quelle più efficaci e degne di interesse. · SCEGLIERE FARMACI GENERICI: Per quei principi attivi per i quali è scaduto il brevetto esiste la cosiddetta versione “generica”, esattamente identica a quella di marca ma che costa il 20% in meno. Il brevetto serve a coprire, con gli utili derivanti dall’esclusiva di commercializzazione del farmaco, i costi sostenuti dall’azienda scopritrice della molecola. Poiché tra i costi sostenuti rientrano anche quelli della sperimentazione animale, scegliere un farmaco non più brevettabile significa non partecipare alla “copertura” dei costi sostenuti praticando la vivisezione. Questo aspetto è particolarmente importante considerando che moltissimi farmaci di nuova generazione non sono migliori di quelli già in commercio. Spesso questi sono la copia esatta, in quanto ad efficacia, di quelli già esistenti. È importante sottolineare che ogni volta che si immette sul mercato un nuovo farmaco si rischiano effetti collaterali non evidenziati nei limitati test clinici. Quando infatti si utilizza una nuova sostanza su larga scala si hanno spesso delle sorprese e, proprio per questo motivo, capita spesso che alcuni farmaci vengano ritirati solo dopo la loro commercializzazione. Riassumendo: usando farmaci generici si evita di finanziare nuovi test su animali, si evitano mille e inutili copie dei farmaci di identica efficacia (che fanno bene solo a chi li vende!) e non si rischiano inaspettati effetti collaterali. · CONOSCERE LE “MEDICINE ALTERNATIVE”: i prodotti derivanti da tutte quelle categorie che rientrano nel generico nome di "medicina alternativa" comportano, come per la medicina tradizionale, l’esecuzione di test su animali. Ciò che è estremamente diverso tra la medicina alternativa e quella tradizionale è l’approccio: la medicina alternativa ha una visione olistica, vale a dire concepisce una persona nella sua interezza e fortemente interagente con l'ambiente esterno. La medicina tradizionale ha invece un approccio riduzionista-meccanicista, vale a dire vede l'individuo come la somma di parti, fisiche o psichiche, più o meno malate. Una visione olistica comporta l’interesse per la persona e non per la malattia; la ricerca della causa e non la constatazione del sintomo; la visione del sistema corpo umano e non singoli organi; lo studio dell’interazione tra persona e ambiente; la stimolazione dell’autoguarigione, e la ricerca dell’equilibrio e non la singola cura di un sintomo. A volte il ricorso a farmaci tradizionali è inevitabile, ma ci sono molti casi in cui questi possono essere evitati, anzi, in cui è auspicabile evitarli. Se si pensa che la maggior parte della gente quando ha il mal di schiena, solo per fare un esempio, assume un farmaco anziché rivolgersi all’osteopatia (manipolazione che agisce sull’apparato muscolo-scheletrico) o alla fisioterapia si comprende quanto la visione meccanicista della medicina tradizionale sia fuorviante e causi un ricorso eccessivo a sostanze farmacologiche. RICERCA SCIENTIFICA · SOSTIENI LA RICERCA SCIENTIFICA ETICA: decidere di donare un contributo alla ricerca scientifica è indubbiamente un'azione mossa dai migliori propositi. Non bisogna però dimenticare che, nella maggioranza dei casi, i soldi raccolti vanno a finanziare atroci test su animali. Scegli di aiutare solo quelle associazioni che raccolgono fondi per finanziare la ricerca scientifica etica. Salvare “sia il bambino sia l’animale” è possibile. Informati quando fai delle donazioni. Chiedi come saranno utilizzati i soldi raccolti e cerca, per quanto ti è possibile, di verificarne l’operato. Potresti avere delle belle sorprese! Su questo argomento vi consigliamo di consultare il sito www.RicercaSenzaAnimali.org GENERICO · PARTECIPA AGLI EVENTI organizzati da associazioni o gruppi per l’abolizione della vivisezione. Visitando la sezione “appuntamenti” del nostro sito, o iscrivendoti alla nostra Mailing List, potrai essere sempre informato sulle varie iniziative. · PORTA A CONOSCENZA mass media, politici e aziende della tua disapprovazione verso un metodo obsoleto, antiscientifico ed eticamente inaccettabile quale è la sperimentazione animale e chiedi la validazione di veri metodi scientifici (erroneamente definiti “alternativi”) · METTI A DISPOSIZIONE LA TUA PROFESSIONE (medici per conferenze, avvocati per denunce, insegnanti per l'organizzazione di eventi educativi nelle scuole, tipografi per la stampa di materiale informativo ecc..) · DIFFONDI LA POSSIBILITA’ DI FARE OBIEZIONE DI COSCIENZA ALLA VIVISEZIONE PER CHI OPERA NEL SETTORE (legge n 413 del 16 ottobre 1993 – per studenti docenti, medici, personale sanitario, tecnici, infermieri, in strutture pubbliche o private) · INFORMATI: C’è sempre qualcosa di nuovo e importante da imparare nella lettura di libri, nel navigare in internet o nel partecipare a conferenze a tema. (visita la sezione libri e appuntamenti o iscriviti alla nostra Mailing List) . Conoscere il problema solo sommariamente può essere controproducente. · INFORMA: diffondere materiale, regalare libri o qualsiasi altro materiale informativo, o semplicemente parlare con amici e conoscenti, può sopperire alla mancanza di informazione sul tema della sperimentazione animale. I mass media o i giornali non hanno nessuna convenienza a trattare il problema, soprattutto sotto l’aspetto scientifico. Questi mezzi di comunicazione vivono grazie alla pubblicità ed è quindi per loro controproducente fare informazione sulla vivisezione che, purtroppo, è tristemente legata a molti settori del mercato. |